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Risparmiometro: nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate per controllare i nostri risparmi

Il Risparmiometro è il nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione fiscale. Opera controllando i nostri risparmi depositati sui conti corrente. Insomma il Risparmiometro controlla ciò che non spendiamo, partendo dal presupposto che se non preleviamo mai, abbiamo altre entrate che probabilmente non dichiariamo. Insomma lo scopo è scovare il lavoro nero, quelli che si fanno pagare in contanti per non lasciare tracce. Il problema è che come sempre accade in questi casi, l’innocenza è poi tutta da dimostrare a carico del contribuente.







Il risparmiometro sarà utilizzato in via sperimentale per tutto il 2018. Colpirà i redditi dichiarati dalle persone fisiche nel 2013-2014, mentre dal 2019 sarà disponibile per le società e per le persone giuridiche.

I controlli avverranno mediante il codice fiscale del contribuente sottoponendo ad analisi il conto corrente, i conti deposito, i titoli e le obbligazioni, i conti a deposito, le carte di credito, i prodotti finanziari, la vendita di oro e metalli preziosi, le gestioni patrimoniali e simili.

Con questo strumento, l’Agenzia delle Entrate acquisisce dalle banche informazioni su depositi e obbligazioni, li confronta con il reddito dichiarato e valuta la spesa che una famiglia dello stesso livello può mediamente sostenere. Se il risparmio è eccessivo rispetto a questo valore, il contribuente è a rischio evasione. Lo scostamento deve essere del 20% tra il dichiarato ed il risparmiato.

E allora l’Agenzia delle Entrate chiede spiegazioni.

Il risparmiometro verifica per conto dell’Agenzia delle entrate il conto corrente, il conto deposito titoli e/o obbligazioni, la gestione patrimoniale, i certificati di deposito e i buoni fruttiferi, carte di credito, prodotti finanziari emessi dalle assicurazioni, acquisto e vendita di oro e metalli preziose cc.

Il risparmiometro darà precedenza ai potenziali evasori più facoltosi ma anche a qualunque cittadino residenti in Italia intestatari di uno o più conti correnti bancari o postali, conti deposito, buoni fruttiferi, carte di credito, prodotti finanziari ecc, con un codice fiscale valido presente nella banca dati dell’Amministrazione tributaria.

Praticamente tutti.