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Concorso scuola 2018 a rischio con le elezioni del 4 marzo

Il concorso scuola 2018 è ormai alle porte. Il decreto è stato firmato dalla Ministra Fedeli a dicembre. Poi è stato firmato dalla Corte dei Conti. Ora è stato riconsegnato e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è imminente.

L’attesa cresce ed è febbrile da parte di tutti coloro i quali ambiscono a diventare insegnanti e vedono in questo concorso la possibilità per farlo, nonostante tutti i dubbi che circondano il nuovo metodo di formazione e tirocinio voluto dalla scorsa legislatura.

A questo si unisce l’incertezza data dalle prossime elezioni politiche. Cosa accadrebbe se dovesse imporsi uno schieramento con idee politiche, anche sul mondo della scuola, diverse da quelle di coloro i quali hanno pensato Fit e concorso scuola 2018? Pensiamo ad esempio a Salvini: se dovesse essere lui il prossimo premier, difficilmente confermerebbe quanto voluto dal Governo Renzi con la Buona Scuola e successivamente dal Governo tecnico Gentiloni.

Ciò che gli aspiranti docenti si augurano è che ci si attenga alle tempistiche annunciate. Per farlo, è indispensabile che il bando sia emanato prima possibile. Solo in questo modo potrà partire nel migliore dei modi la macchina organizzativa. Il primo passo sarà quello di formare le commissioni per la prova orale.

Prova che, è bene tenerlo a mente, non ha uno scopo selettivo ma serve per creare i gruppi di lavoro nelle prossime settimane. In questo modo i docenti potranno partecipare alle procedure di immissione in ruolo già dall’a.s. 2017/18.

I docenti saranno in seguito progressivamente inseriti nel 3° anno del percorso FIT, il percorso di formazione e tirocinio al termine del quale ci sarà la conferma in ruolo.

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