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Alternanza Scuola Lavoro, è davvero utile?

Per molti insegnanti è diventata una vera e propria materia, per altri docenti è pura follia visto che a più ore curricolari di un corso triennale di Storia al Liceo: è di utilità l’Alternanza Scuola Lavoro o ASL?

Pregi e difetti dell’Alternanza Scuola Lavoro, meglio Storia o andare a lavorare?

L’Alternanza Scuola Lavoro è entrata di diritto tra i grandi indirizzi della didattica e della pedagogia contemporanea. Si è imposta più come una materia che come una metodologia, visto che è tra gli obblighi di valutazione e nel nuovo Esame di Stato delle Scuole Superiori nel 2019, la cosiddetta Maturità. Gli studenti, come i genitori e una parte dei docenti, non sono certo felici della scelta del Ministero dell’Istruzione, denunciando la possibilità che la didattica e certe materie scolastiche possano venire meno, oltre che l’alternanza possa diventare sfruttamento da parte di alcune aziende, bramose di personale che costi poco per il loro profitto e a discapito dei giovani in formazione. Altri invece ne gioiscono, consapevoli che questa materia o metodologia che dir si voglia sia efficace per insegnare ai ragazzi come rapportarsi con il mondo del lavoro, cosa che non si può insegnare tra i banchi. E’ vero, in alcuni indirizzi c’erano già dei progetti di formazione lavoro: stage all’estero o tirocini presso Agenzie di Viaggio o ditte specializzate, inerenti all’indirizzo di studio, ma poco tempo per imparare e rendersi conto delle realtà lavorative.

Alternanza Scuola Lavoro in Italia, studenti allo sbaraglio senza cultura adeguata

La vita reale è ben diversa da quella scolastica: se la Scuola italiana cambia lentamente o troppo repentinamente a seconda del budget, il mondo del lavoro è in continua evoluzione. La formazione delle nuove generazioni deve obbligatoriamente essere di più che un mero addestramento lavorativo alle competenze richieste dalle varie aziende. L’Alternanza Scuola Lavoro deve insegnare ai ragazzi ad essere versatili e pronti a ogni cambiamento, che sia tecnologico, settoriale o finanziario. Di certo, la preparazione curriculare non aiuta: già gli stessi insegnanti e i dirigenti scolastici devono far fronte ai cambiamenti di programma e all’inserimento di vari progetti e attività extra scolastiche, a discapito delle materie principali e secondarie. Basta vedere le ore curriculari della sola Alternanza Scuola Lavoro in un liceo: 200 contro un corso di Storia per il Triennio, per fare un esempio. Inutile inviare studenti a fare ASL in agenzia di viaggio se il ragazzo non sa neanche le basi, ovvero scorporo IVA, metodo IVA base da base, come interagire con i Tour Operator e soprattutto tenere conto del mercato, della domanda e dell’offerta. Dirigenti scolastici, e forse lo stesso Ministro Fedeli, contano che le lacune possano essere colmate da Internet. Per esempio, OsservatorioFinanza.it spiega cosa sono i mercati finanziari a dei ragazzi ignari che usano il proprio smartphone per giocare o sentire musica, piuttosto che chattare su WhatsApp e che probabilmente si troveranno ad affiancare broker senza neanche sapere cosa stanno facendo.

Alternanza Scuola Lavoro all’estero: si impara dalla scuola primaria

Eppure, all’estero l’Alternanza Scuola Lavoro è una realtà già in tenera età. Nessun docente, genitore o ragazzo si sogna di contestare questa attività, in quanto hanno ricevuto una educazione tale da essere già proiettati nel mondo del lavoro in maniera naturale. Materie come economia domestica e falegnameria sono state dimenticate in Italia, eppure basta andare in Austria per vederle riapparire dalla scuola primaria. Secondo le ultime disposizioni, non sarà lo studente a scegliersi l’attività ASL, bensì l’istituto. Non si capisce se ci sarà o meno una forma di orientamento, sia per il dirigente scolastico, i tutor e gli insegnanti che avranno l’ingrato compito di stilare l’elenco delle aziende che accoglieranno gli studenti, un domani futuri lavoratori.