Diplomati magistrali: via al cambio provincia

Diploma magistrale: a maggio concorso ordinario per 16 mila posti

I diplomati magistrali esultano per la decisione del Tar di disporre il divieto di cambio della provincia. Una questione che riguardava molti di loro e che si è risolta quindi con esito positivo, dopo il caos sorto con il decreto ministeriale 374/2017 che sanciva il no al cambio di provincia per i diplomati magistrali iscritti nelle Gae.

Una sconfitta per il Miur che vede sconfessata la legittimità di un suo decreto. Il T.A.R. Lazio ha deciso di accogliere il ricorso annullando il D.M. per violazione di fonte sovraordinata in quanto contrastante con il D.M. regolamentare e richiamato tra i visto e i considerata dello stesso D.M. impugnato.

La fonte sovraordinata, difatti, all’art. 5, comma 8, chiarisce che “coloro che hanno titolo ad essere inclusi nelle graduatorie ad esaurimento di una sola provincia hanno facoltà di scegliere, ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto, una provincia diversa da quella in cui figurano inclusi nelle graduatorie ad esaurimento medesime” con il solo limite che “resta comunque preclusa, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, la cumulabilità di rapporti di lavoro in due diverse province”.

Ciò significa che d’ora in poi si potrà cambiare provincia con l’unica limitazione di non lavorare contemporaneamente in un’altra.

Con questa sentenza si facilita molti docenti nella scelta di prendere servizio in una provincia più vicina alle proprie radici. Al momento i termini per impugnare il decreto al tribunale amministrativo regionale sono decaduti, quindi per fare ricorso è necessario rivolgersi al giudice del lavoro mediante una procedura d’urgenza denominata ex art. 700 c.p.c.

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