Messa a disposizione sostegno 2017: puoi insegnare anche senza avere la specializzazione

riforma sostegno 2017

A breve sarà disponibile un corso di specializzazione specifico. Nel frattempo i docenti interessati possono inviare la propria candidatura per la messa a disposizione come supplente sul sostegno, molto carenti.

E’ però possibile farlo solo su una provincia, come specificato dal Miur. Per ottimizzare il risultato, l’ideale è inviare una MAD generica. In questo modo aumentano le possibilità di insegnare e specificare nella domanda di essere disponibili anche per il sostegno.







Questa è una possibilità che ha anche l’insegnante non abilitato al sostegno con il TFA. Possibilità che ha anche chi ha conseguito master o corsi perfezionamento inerenti.

Lo dice il modello di richiesta per le iscrizioni in graduatoria di II fascia 2017-2020, nella sezione C punto D.8, e valutato fino a 3 punti: “Attestato di frequenza di corsi di perfezionamento universitario di durata annuale, con esame finale, coerente con gli insegnamenti ai quali si riferisce la graduatoria ovvero inerente i BES (Bisogni Educativi Speciali)”.

Un master sui Bisogni Educativi Speciali offre molti vantaggi dal momento che è valutato a livello curricolare dai dirigenti scolastici. E’ in grado di assicurare 3 punti per la seconda e terza fascia, e 1 punto per i docenti di ruolo che vogliono acquisire punteggio ai fini della mobilità e trasferimento, come il master in metodologie didattiche per l’integrazione degli alunni con Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

Per diventare insegnante di sostegno si dovrà frequentare il “corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica”. Per accedere al corso di specializzazione serve:

laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria;
60 CFU relativi alle didattiche dell’inclusione, oltre a quelli già previsti nel corso di laurea.

Per diventare insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado è necessario:

conseguimento della laurea magistrale;
superamento del concorso per insegnanti 2018;
percorso FIT, ovvero un percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento.

I docenti di sostegno invece:

svolgeranno una prova scritta aggiuntiva nell’ambito del concorso;
conseguiranno il diploma di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica, nel corso del primo anno del percorso FIT;
svolgeranno apposite attività formative nell’ambito del percorso FIT;
svolgeranno supplenze, nel II e III anno del percorso FIT su posti di sostegno.

Gli aspiranti docenti di sostegno dovranno poi svolgere nell’ambito del concorso tre prove scritte e una orale: le prime due prove e l’orale sono uguali a quelle che svolgeranno i candidati concorrenti per posti comuni. La prova aggiuntiva serve a valutare le specifiche competenze in materia di pedagogia e didattica speciale e di inclusione.







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