Tfa Sostegno, aumento tasse fino a 4mila euro per test e corsi

Tfa Sostegno, aumento tasse fino a 4mila euro per test e corsi

La riforma della Buona Scuola e il nuovo Governo non hanno cambiato l’approccio negativo di chi amministra la scuola nei confronti dei candidati a diventare insegnante







E’ notizia di oggi del sensibile incremento dei costi che gli aspiranti docenti di sostegno devono sostenere, sia per svolgere il quiz pre-selettivo per l’accesso al corso di specializzazione, il Tfa Sostegno terzo ciclo, sia per coloro che frequenteranno le lezioni. Le prove, fissate per il 25 e 26 maggio prossimi, potranno essere svolte solo dagli abilitati all’insegnamento che verseranno (nella maggiora parte dei casi entro la metà di maggio) una tassa maxi, anche di 200 euro: questa è la cifra che dovranno accollarsi, a esempio, in Sicilia, all’ateneo Kore di Enna, ma anche i candidati che tenteranno l’accesso al Tfa sostegno presso le Università di Macerata e Urbino.

Considerando che la media della tessa dell’ultimo ciclo era attorno ai 100 euro, non si comprendono proprio i motivi di questa impennata. Ancora di più perché alcuni atenei hanno mantenuto la tassa di un paio d’anni fa, anche molto al di sotto dei 100 euro. “Il contributo (150 o 200 euro) richiesto in Sicilia – scrive oggi La Repubblica – è tra i più alti. A Perugia, per sostenere il test, occorrerà pagare 60 euro e 90 a Genova. In diversi atenei la richiesta è tonda: 100 euro. All’università Suor Orsola Benincasa di Napoli il contributo sale a 160 euro. E solo nelle Marche (Macerata e Urbino) per sedersi a svolgere il quizzone di 60 domande si pagheranno 200 euro”.

Anche i costi per frequentare il Tirocinio formativo attivo, che sosteranno solo gli ammessi, hanno subìto un incremento ingiustificato: sempre in Sicilia, i “quattro atenei siciliani (Palermo, Catania, Messina e Enna) che in totale metteranno in palio 1.185 posti su un totale nazionale di 9.949” hanno fissato il costo del corso a 3.700 euro. Complessivamente, considerando anche la tassa maggiorata per l’accesso ai corsi, si arriva a chiedere quasi 4mila euro a precario.

“Per un precario della scuola che vuole intraprendere questa professione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è una cifra davvero troppo alta. Anche perché per il futuro, scorrendo i decreti legislativi della Legge 107 del 2015 su reclutamento e sostegno, è una spesa di cui si farà carico lo Stato, inglobandola nella formazione triennale dei vincitori di concorso. Questo significa che mentre è stata approvata la riforma, con l’introduzione dei FIT, la Formazione Iniziale e Tirocinio, il Tfa continua a costare sempre più caro”.

“Ma le incongruenze non riguardano solo i costi di accesso e frequenza dei corsi di specializzazione: c’è da rimarcare anche il fatto che a questi test pre-selettivi, del terzo ciclo Tfa sostegno, dovranno presentarsi anche i candidati risultati idonei al precedente Tfa. Mentre, in occasione del secondo ciclo Tfa sostegno a coloro che risultavano in questa situazione era stato permesso di accedere direttamente ai corsi. L’errore è presente nel Decreto Ministeriale n. 948/2016, che permette l’iscrizione in soprannumero al corso di specializzazione, senza far sottoporre i candidati nuovamente alle prove preliminari, solo ai vincitori della selezione precedente e che per vari motivi non hanno avuto modo di svolgerlo. In quel decreto, è stato previsto che coloro che sono risultati già idonei dovranno ora partecipare di nuovo alla prova preselettiva. Pagando anche 200 euro. Per Anief – conclude Pacifico – questa esclusione risulta chiaramente illegittima e ha presentato ricorso nei tempi previsti”.

comunicato ANIEF







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