Concorso dirigenti scolastici: bando per 2mila posti entro aprile

L’attesa è finita: entro 30 giorni il bando di concorso per diventare dirigente scolastico, finalmente, dovrebbe vedere la luce ed essere pubblicato.







Già con l’inizio dell’estate si potrà procedere allo svolgimento della prova pre-selettiva; successivamente si passerà allo scritto, all’orale e ai quattro mesi di corso, d’ora in poi gestito dal Miur e riservato a coloro che verranno reputati idonei. Anche i pareri mancanti sul nuovo regolamento, in particolare quelli della Presidenza del Consiglio dei ministri, della Funzione pubblica e del Ministero dell’Economia, oltre che il visto della Corte dei Conti, tutti indispensabili per permettere l’autorizzazione a bandire il corso-concorso, sono cosa fatta o in via di definizione.

A riferirlo è la stampa nazionale e specialistica secondo cui il bando sarà pubblicato in G.U. entro il prossimo 30 aprile, con i posti messi a bando che dovrebbero raddoppiare passando da più 1.000 a 2.000. “Se i numeri dovessero essere confermati – scrive Orizzonte Scuola – si tratterebbe di un’ottima notizia, considerato che solo le reggenze sono circa 1.233 e altrettanti dirigenti, allo stato attuale, sono costretti a fare salti mortali per dirigere due Istituti con numerosi plessi, spesso dislocati lontani l’uno dall’altro”.

Anche Anief reputa che l’incremento dei posti da assegnare per il concorso per dirigenti scolastici sia una condizione necessaria, anzi indispensabile, per evitare grossi problemi nell’organizzazione e conduzione scolastica di tanti istituti pubblici. Se si tiene conto del turn over e della quota eccedente di idonei prevista per i concorsi pubblici, ma anche del fatto che i vincitori della selezione andranno “spalmati” sul prossimo triennio, un bando per 2mila dirigenze pubbliche scolastiche è il minimo che l’amministrazione possa prevedere. A meno che non si vogliano ripetere i disastri degli ultimi anni, con i presidi a rincorrere anche 8-10 e più sedi, nemmeno collocate troppo vicine. Con il caso limite di un capo d’istituto lombardo a cui sono state assegnate 21 sedi e 3mila alunni. Questa condizione, tuttavia, si ripeterà, anche il prossimo anno scolastico: considerando i pensionamenti, arriveremo a sfiorare le 2mila scuole orfane del loro preside, che quindi andranno in reggenza, su un totale di 8.400.

Alla luce anche di tale situazione, oltre che per il rispetto del diritto dell’equo trattamento, per il sindacato si deve anche provvedere all’approvazione urgente di una sanatoria per tutti i contenziosi pendenti, non solo per quelli del concorso del 2004, attraverso l’organizzazione di un corso formativo ad hoc di 80 ore.

Per quanto riguarda l’accesso al concorso, sembra che il Miur abbia deciso di dare seguito solo in parte alla richiesta dell’Anief di considerare utile per il raggiungimento dei cinque anni di servizio minimo anche il periodo di precariato, continuando però a escludere dalle prove concorsuali tutti i docenti precari già abilitati all’insegnamento. Il giovane sindacato, supportato da precise norme ordinarie e costituzionali, giudica illegittima l’esclusione del personale precario dal concorso, benché in possesso dei titoli e dell’anzianità minima richiesta d’insegnamento svolto: pertanto, ha deciso sin d’ora di ricorrere per far partecipare tutti i precari con cinque anni di servizio svolto nelle scuole pubbliche o paritarie. Inoltre, Anief ritiene importante riservare una quota dei posti da assegnare per le immissioni in ruolo ai vicari che hanno svolto per almeno tre anni il ruolo di reggente in una scuola.

“La burocrazia – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ancora una volta ha prevalso sul buon senso: il disastro accaduto nel corso di quest’anno, con una scuola italiana su tre costretta ad avere il dirigente scolastico part time, in ‘condominio’ con altri istituti, non è servito a nulla. Alla fine, i soliti immancabili intoppi legislativi hanno rimandato l’approvazione del bando. Ora ci siamo, ma nel nuovo regolamento del concorso non è stato sistemato tutto: il Miur, infatti, non vuole aprire ai precari storici, con almeno cinque anni di servizio alle spalle. Eppure, quest’apertura farebbe bene pure anche a ridurre l’età media dei nostri presidi, davvero troppo alta. Noi, però, non ci stiamo: abbiamo predisposto un apposito ricorso e invitiamo i diretti interessati a non demordere e a intraprendere l’ennesima battaglia legale durante la quale faremo valere le nostre ragioni”.

La normativa, d’altronde, dà sostegno alla tesi del sindacato: con la sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio, i giudici amministrativi hanno confermato che per partecipare al concorso per dirigenti non serve in modo tassativo aver sottoscritto un contratto a tempo indeterminato: per svolgere le prove selettive bisogna solo dimostrare di essere in possesso dell’adeguato titolo di studio e aver insegnato almeno 5 anni, ovviamente non continuativi. Il tutto, in linea con quanto statuito nel 2011 dalla Corte di Giustizia europea sul procedimento C-177/10. Il Tar del Lazio ha confermato la posizione con la sentenza n. 9729 del 16 settembre 2014, patrocinata dall’Anief, con cui si è stabilito che il servizio pre-ruolo deve essere valutato esattamente come quello di chi ha un contratto a tempo indeterminato.

A seguito dello slittamento dei termini del concorso per dirigenti scolastici, Anief ha quindi riaperto i termini di presentazione del ricorso al Tar del Lazio finalizzato a far partecipare alla selezione nazionale anche i docenti precari abilitati. Possono aderire al ricorso i docenti precari abilitati che hanno prestato almeno cinque anni di servizio utile (180 gg di servizio per anno scolastico prestato anche in modo non continuativo, oppure servizio ininterrotto dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale) con contratti a tempo determinato in scuola statale o paritaria.







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