Istanze on line bloccato: password da cambiare, soluzioni alternative

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Continuano i disservizi del portale Istanze on line, punto di riferimento importante per il mondo della scuola. Da diverse ore il portale è in tilt per il cambio password. In tutto ciò, bisogna anche fare i conti con l’avvicinarsi delle domande di mobilità e per gli Esami di Stato. Un boom di accessi che certo non agevolerà il compito di chi sta cercando di resettare il sito e di farlo tornare funzionante Probabili nuovi sovraffollamenti che contribuiranno a intensificare i disservizi.







Tutto è cominciato da quando il sito Istanze on line ha avvertito gli iscritti che la password è in scadenza. Di conseguenza i docenti, come richiesto, si sono affrettati a modificarla. Non erano stati fatti bene i conti, però. Perchè evidentemente il server che ospita il sito non era pronto a un tale boom di accessi. Le continue richieste sono risultate troppo esose per il sistema e la conseguenza è stata il down del sito, spesso irraggiungibile e offline. Tutto ciò nonostante il sistema sia nuovo e di recente ammodernamento, considerato che l’ultimo restyling risale al 1° dicembre 2016. Il problema però probabilmente risiede nel server che ospita il sito, non abituato a gestire così tanti accessi contemporanei.

Quali sono le soluzioni alternative per cambiare la password?




Vi ricordiamo se doveste riscontrare dei problemi tecnici potete tranquillamente contattare il servizio assistenza presente sul portale.

E’ possibile inviare una mail all’indirizzo: urp@istruzione.it oppure telefonare al numero 06 58494500.

Il centralino è attivo dalle 10 alle 13 dal lunedì al venerdì e dalle 15 alle 17 dal lunedì al mercoledì.

E così è panico tra gli insegnanti che hanno giustamente paura di non riuscire a effettuare le operazioni di cui hanno bisogno. Cosa accadrà in occasione della presentazione delle domande di mobilità? Potrebbero ripresentarsi i problemi, impedendo ad alcuni docenti di portare a termine la procedura. Tutto ciò è complicato ancor di più dal fatto che il Ministero ha reso note le date proposte ai sindacati in prima istanza: si tratta di soli 15 giorni, dal 14 al 31 marzo.

Non aiuta il fatto che solitamente la domanda di mobilità è abbastanza macchinosa. I docenti infatti devono completare l’iter in più passaggi, essendo costretti ad accedere diverse volte al sito. E’ necessario infatti inserire gli allegati, a volte serve modificare le preferenze espresse. Senza considerare che, giustamente, non tutti sono perfettamente a loro agio con queste procedure e controllano più volte che tutto sia ok. La conseguenza è che gli accessi si moltiplicano in modo esponenziale, contribuendo a intasare il sito.

D’altra parte un tilt del sito non sarebbe una novità, considerato che è già successo gli scorsi anni. Solo ci si augurava che con il recente ammodernamento e le tecnologie che rendono i siti più leggeri e meno esosi, il tutto fosse superato. Evidentemente non è così. La mobilità dello scorso anno fu complicato, anche perchè nonostante i problemi del sito il Ministero non concesse alcuna proroga nella fase A della mobilità.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che nelle prossime settimane il Ministero dovrà pubblicare anche il decreto relativo alla domanda di partecipazione agli Esami di Stato come Presidente o Commissario esterno. Cosa accadrà quando le due procedure si sovrapporranno? Roba da mettersi le mani nei capelli.







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