Proroga Graduatorie di istituto III fascia e taglio collaboratori scolastici

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Arriva a senato con il decreto Milleproroghe la discussione su due importanti temi che riguardano la scuola: si tratta della Proroga Graduatorie di istituto III fascia e della riduzione di 11.851 collaboratori scolastici. La proroga della possibilità di iscrizione nella III fascia delle graduatorie di istituto riguarda le supplenze e il solo titolo di studio idoneo per l’insegnamento. I collaboratori scolastici dovrebbero invece essere sostituiti da personale delle ditte esterne.




In realtà la proroga delle Graduatorie di istituto di III fascia è già stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2016 con la proroga all’anno scolastico 2019/2020 del termine dell’anno scolastico 2016/17, previsto dall’art. 1 comma 107 della legge 107/2015, a partire dal quale si applica il divieto di inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto di candidati non in possesso di abilitazione all’insegnamento.

Ciò vuol dire che nei prossimi mesi, coloro i quali sono in possesso del titolo di studio idoneo per l’insegnamento avranno diritto a iscriversi in III fascia. Parliamo di CFU e annualità previste per la singola classe di concorso. Per ovviare ai problemi causati dalla revisione delle classi di concorso, il Miur dovrebbe pubblicare un decreto prima dell’aggiornamento delle graduatorie.

La situazione dei docenti in possesso di titoli antecedenti non è stata dimenticata, e gode del supporto del CSPI.

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Il decreto Milleproroghe sarà l’occasione anche per discutere della riduzione dell’organico dei collaboratori scolastici: si taglieranno 11.851 figure rispetto alle necessità delle scuole. Prevista anche la proroga delle convenzioni in corso con le ditte esterne di pulizia. Infine rimandato al 31 dicembre “il termine per individuare soluzioni normative al fine di consentire la prosecuzione dei lavori avviati in sede tecnica, di concerto con le parti sociali e le amministrazioni interessate, e di pervenire a soluzioni stabili e adeguate a tutela dei livelli occupazionali e reddituali”.

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