Miur: ecco le linee programmatiche 2017

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato le linee programmatiche del dicastero. Nel corso dell’audizione tenutasi dalla nuova Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, sono state chiarite alcune tematiche.

In particolare il Miur ha indicato quali sono i temi su cui si vuole lavorare nei prossimi mesi.

In primis è arrivata la conferma che il concorso per dirigenti scolastici è pronto per fare la sua apparizione.

Il bando infatti uscirà a breve e spiega il Ministro: “Oltre a dare
un’occasione per una progressione di carriera a quei docenti che siano interessati ad un nuovo ruolo, consentirà di riportare alla normalità i carichi di lavoro dei colleghi già in servizio”.

Dal Ministero inoltre fanno sapere che sta per essere bandito anche il concorso per direttori dei servizi generali ed amministrativi.

Come già vi avevamo riferito nei precedenti articoli degli scorsi giorni, il concorso scuola 2016 per molti candidati non è ancora terminato.

A tale proposito è intervenuta il Ministro Fedeli affermando che l’iter concorsuale sarà concluso nel più breve tempo possibile e sicuramente prima di settembre e dunque l’inizio del nuovo anno scolastico 2017/18.

In questo modo, con la chiusura del concorso docenti, si andrà quindi ad assumere a tempo indeterminato ulteriori insegnanti.

L’obiettivo principale del Ministero dell’Istruzione e dunque ovviamente dei singoli istituti scolastici, è proprio quello della continuità didattica.

Tra le linee guida presentate dal nuovo Ministro dell’Istruzione c’è quello legato al tema della formazione iniziale dei docenti e all’accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado.

Il Ministero chiarisce resta ferma la procedura concorsuale che avverrà subito dopo la laurea. Tale concorso consentirà quindi al candidato di inserirsi in un percorso
di formazione che avrà una durata di tre anni.

Due di questi anni verranno svolti nella scuola e termineranno poi con “l’assunzione
certa a tempo indeterminato”.

Il Ministro Valeria Fedeli spiega: “Si supera così una situazione che ha prodotto molte incertezze e molto precariato.

È un modo, chiaro, di dire che si vuole investire sugli insegnanti, sulla loro professionalità e sulla loro formazione, che non è più un costo a loro carico ma anzi un periodo di formazione nell’interesse della comunità, e quindi con un compenso”.

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