Test Medicina: i consigli di chi ce l’ha fatta




Per fornire informazioni utili ai nostri lettori aspiranti medici abbiamo deciso di intervistare chi quel test d’ingresso l’ha superato. Conosciamo meglio Federica.

Mi chiamo Federica Sobrero, abito a Benevello in provincia di Cuneo. Attualmente frequento il corso di medicina e chirurgia all’Università di Torino e sto per iniziare il secondo anno. Ho svolto il test lo scorso anno.

Il test medicina 2016 è ormai alle porte. Quali consigli ti senti di dare in base alla tua esperienza?
Mancano pochissimi giorni al test. L’anno scorso, a quest’ora, ripassavo le formule di matematica, fisica e calcolo combinatorio. Il giorno prima del test e soprattutto la mattina stessa, consiglio di chiudere i libri e cercare di essere più tranquilli possibili, per quanto possibile. L’ansia gioca un ruolo importante durante il test e può davvero fare la differenza.

In questi ultimi anni si è parlato molto delle simulazioni online. Tu l’hai utilizzate? Secondo te sono un valido strumento di preparazione al test d’ingresso?

Sì, ho utilizzato le simulazioni online che venivano offerte dalla AlphaTest. Sono utili quando hai finito le versioni cartacee o ti trovi semplicemente fuori casa. Lo svantaggio è che non puoi prendere appunti direttamente sulle domande e non puoi sottolineare i passaggi fondamentali dei brani, un metodo molto utile nelle domande di logica.

I posti messi a disposizione sono pochi rispetto alle domande. Saranno molti i candidati che non riusciranno a superare il test d’ingresso. Di fronte a un risultato negativo cosa bisogna fare? C’è chi si iscrive a facoltà simili come Farmacia, Chimica, Biologia o altri ancora decidono di restare fermi per 1 anno. Il tuo consiglio in merito.

Molti miei compagni di corso arrivano da un anno frequentato in un’altra facoltà scientifica. E’ esattamente quello che avrei fatto anche io: da un lato ti offre una preparazione sulle materie di base che può tornare utile per risolvere il test l’anno successivo, dall’altro tiene accesa la motivazione e ti impedisce di cadere in un pericoloso ‘non far nulla’ o in un continuo procastinare lo studio. Inoltre alcuni esami conseguiti in tali corsi possono essere riconosciuti l’anno successivo.




In base alla tua esperienza, se non si conosce la risposta esatta ad un quesito, è meglio lasciarlo in bianco oppure tentare una risposta.

Io mi sono sempre basata sul presupposto che non ho fortuna nella scelta casuale, per questo non ho mai risposto a una domanda in cui ero indecisa su più di 2 opzioni di risposta. Durante il test la voglia di rispondere comunque per non lasciare domande in bianco aumenta, ma non bisogna lasciarsi prendere la mano: le risposte sbagliate causano una sottrazione al punteggio, per cui a volte è meglio semplicemente ammettere di non saper rispondere e non correre rischi.

Concludiamo la nostra intervista con la domanda forse più interessante: come si fa a superare il test? Mesi di studio 24 h su 24? Fortuna? O altro?

Io ho cominciato la preparazione teorica per il test a dicembre. Allora ancora non si sapeva se il test sarebbe stato in primavera o a settembre. In ogni caso avrei comunque cominciato la preparazione con largo anticipo. Prima si comincia, meno si ci sente l’acqua alla gola più tardi.

Ho optato per una preparazione più completa possibile, per questo ho ripreso in mano i libri dei primi anni del liceo e ho ripassato tutti gli argomenti, non solo quelli che vengono richiesti più frequentemente.

Successivamente ho cominciato a fare delle simulazioni, ho scaricato tutte le prove passate e le ho passate al setaccio. Ci sono alcuni pattern di domanda che si ripetono, soprattutto nelle domande di logica, per questo capire il meccanismo di ragionamento da seguire può aiutare a risolvere quesiti con la stessa struttura o strutture simili. Anche i quesiti del test IMAT sono utili per la preparazione del test in lingua italiana.

Un altro passo fondamentale è quello di capire su cosa si è più forti. Se gli esercizi di logica sono il tuo tallone di Achille è inutile partire da quelli, nonostante siano proposti magari per primi sul foglio delle domande. E’ meglio concentrarsi sulle domande su cui si è più sicuri per poi lasciare il tempo rimanente al resto.

Io ad esempio ho cominciato con le materie scientifiche per poi dedicare tutto il tempo rimasto a logica: la mia scelta è dovuta al fatto che secondo me alcuni esercizi di logica portano via un tempo non indifferente ed è quindi meglio non affrontarli per primi, con il rischio di dedicare loro troppo tempo e magari perdersi un po’ di morale.

E’ anche molto utile studiare in piccoli gruppi per tenere alta la motivazione e confrontare le idee, conoscenze e strategie di risoluzione.

Inoltre ho partecipato anche ad altri test di ingresso proposti in primavera dalle università private. Sicuramente aver già partecipato ad un test aiuta a affrontare l’ansia. Alcune società propongono delle simulazioni del test, a cui non ho partecipato, ma che potrebbero essere un’alternativa alla partecipazione a un test ufficiale. Anche le scuole superiori dovrebbero organizzare delle simulazioni per i propri studenti.

Leggi qui info su test professioni sanitarie 2016.

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